Presentazione di “Firenze, archeologia di una città”

Segnaliamo un’interessante novità editoriale

Firenze, archeologia di una città (secoli I a.C. – XIII d.C.)

Un libro di Emiliano Scampoli

l’Autore lo presenterà

Venerdì 11 marzo

alle 17,00

presso la Libreria de’Servi in via dei Servi 52r



Emiliano Scampoli si è occupato della topografia e archeologia fiorentina nel corso della sua tesi di dottorato, traendone un libro molto utile e interessante, che coniuga il lavoro dell’archeologo sul campo con la ricerca in biblioteca e soprattutto con le tecniche del GIS (Geographical Information System) che hanno permesso di informatizzare i dati e inserirli in un prezioso database.
Il lavoro di Emiliano Scampoli è parte di un più ampio progetto promosso dall’UNESCO:
Si tratta di un importante passo per la conoscenza della Firenze più antica: la collazione delle informazioni e la sistematizzazione dei dati di scavo con il posizionamento di ogni reperto o acquisizione dovuta a notizie bibliografiche.
Alla presentazione del libro interverranno:
Carlo Francini – Comune di Firenze
Guido Vannini – Università degli Studi di Firenze
Carlotta Cianferoni – Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Federico Cantini – Università degli Studi di Pisa
Dell’iniziativa è particolarmente apprezzabile anche un altro aspetto. Il volume, edito da FUP (Florence University Press) ha un prezzo che si aggira sui 20€ ed è corredato da mappe e carte dettagliate nonché da una serie di utilissime schede su materiali e luoghi della città, tuttavia Emiliano Scampoli ha deciso di mettere l’intero libro a disposizione della rete, così che è possibile consultarlo online sulla pagina della FUP: http://www.fupress.com/Archivio/pdf/4571.pdf

Una scelta forse coraggiosa, sicuramente molto generosa e lungimirante: la vera, forse l’unica, risposta valida a chi disprezza i beni culturali italiani e il lavoro di quanti si impegnano a tutelarli e valorizzarli, è proprio fare sì che un sempre maggior numero di persone abbiano accesso alle notizie relative a tali beni.

Un patrimonio comune deve essere il più possibile accessibile e questo ottimo lavoro scientifico, che ci permette di capire ancora meglio la nascita e l’evoluzione di Firenze e del suo territorio, può essere un ottimo “ponte” per recuperare fiorentini e non all’interesse e alla partecipazione.
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