Oi dialogòi: il referendum secondo Platone

Lunedì 13 giugno 2011, sulle panchine dei giardinetti di una cittadina italiana, in una regione non meglio identificata. Due persone sono sedute, una accanto all’altra; il più maturo è un uomo, sulla settantina, barba bianca, non lunga, capelli brizzolati, legati in un corto codino sulla nuca. Occhiali da vista con lenti progressive, tagliate a mezzaluna; sui jeans scoloriti una camicia a maniche corte, con grandi quadri rossi e verdi. Mocassini senza calze, siede a gambe leggermente divaricate, per “alloggiare” meglio la pancia prominente. Il suo nome è Michele Bianco, ma gli amici preferiscono chiamarlo Bàcku, con riferimento alla sua inclinazione politica (che i genitori vollero imprimere già nel nome proprio) e a quella conviviale.

Accanto a lui è una ragazza, trentenne spigliata dal capello corto castano scuro con riflessi rossi. Gli occhi vicini, di un color cervone, sono aiutati da lenti a contatto che cercano spesso acqua; il fisico minuto è scosso dalle leggere vibrazioni dell’Iphone, nella tasca destra della gonna-pantalone à la turca, oppure da quelle più inquietanti dello SmartPhone, appeso al collo e inserito in un pratico profilattico arcobaleno fatto di maglia.

I due sono parenti: nonno e nipote. La ragazza si chiama Ermelinda, come la nonna, ma gli amici preferiscono un più moderno Linda. L’argomento di conversazione è l’esito dei Referendum che i due hanno atteso davanti alla TV, su La7, fino alle 17, per poi scendere a prendere un po’ di fresco nei giardini di fronte a casa.

Linda: L’idea era chiara: facciamoci sentire! Cerchiamo di dare una svolta alla politica nostrana e proviamo a prenderci lo spazio democratico che ci spetta. In barba ai Telegiornali della Informazione Pubblica, che danno notizie false e tendenziose; in barba ai politici di Governo, che invitano ad andare al mare oppure rivendicano il DIRITTO di non votare.

Bàcku: mmh sarà… ma chi è che ragiona così?

Linda: Andiamo! Tutti noi che abbiamo una coscienza politica.

Bàcku: E chi non ce l’ha??

Linda: Gliela facciamo venire!

Bàcku: Va bene, anche ammesso che sia possibile procurarla come un nuovo paio di scarpe o una pettorina per correre alla Stramilano, e chi è anziano e troppo lento?..

Linda: non ha avuto scuse questa volta: TAXI QUORUM e così lo passiamo a prendere a casa!

Bàcku: E Chi non si informa o si dimentica?

Linda: Glielo abbiamo ricordato noi! Casa per casa, giardinetto per giardinetto!! Tutti a votare!!

Bàcku: e a votare cosa?

Linda:…. naturalmente 4 Sì!! C’è forse alternativa????

Bàcku: No?

Linda: Ma certo che no! L’alternativa non c’è. Tutti a votare i 4 Sì.

Bàcku: e pensi sia stato sufficiente?

Linda: Se non fosse abbastanza, Birra gratis! Libri scontati! Concerti gratuiti….. a chi presenta la tessera elettorale timbrata!

Bàcku: e cosa avrà votato?

Linda: Che domande! Se è andato, avrà votato Sì! 4 Sì .. o anche 3, l’importante è la maggioranza di Sì.

Bàcku: ok, dunque, con tutto questo apparato, ora abbiamo il 56%, scarso, che ha espresso il proprio voto. Ok, non è andata malaccio, te ne do atto.

Linda: E poi, in fondo, cercavamo il Quorum! O no? Avevamo il Battiquorum… una piccola aritmia democratica… perché no?

Bàcku: Dunque, chi è andato a votare? Contiamoci!

Linda: Beh, stando agli aggiornamenti su Facebook, tutti quelli che si sono impegnati hanno cambiato la loro immagine di profilo e risulta che abbiano votato tutti 4 Sì!! .. mmh.. tranne una decina… chissà, forse hanno votato qualche No.. va beh, ma che importa, l’importante è il Quorum!! Evvai! Evviva! E’ tornata la democrazia in Italia!! …..

Bàcku: …per il 56% di chi ha diritto al voto…. o meglio, per il 58virgolaqualcosa di chi ha diritto al voto e abita e lavora in Italia.

Linda: .. mh sì, va beh.

Bàcku: E il resto? il 40%? Che fa? non ha fatto in tempo? ha trovato chiuso?si è fidato delle date comunicate su Rai1 e Rai2?…

Linda: mah…. non so, ma che importa?

Bàcku: …No, semplicemente non è andato. Possiamo pensare che a quel 40% non interessasse il raggiungimento del quorum?

Linda:… evidentemente non gli interessava.

Bàcku: Perciò possiamo affermare che chi fa parte di quel 40 %, se fosse andato a votare avrebbe votato no.

Linda: sì, direi di sì.

Bàcku: perciò diciamo che quel 40% è costituito da persone di area tendenzialmente destrorsa.

Linda: questo è certo.

Bàcku: dunque, a fronte degli appelli di Governo a non andare a votare, il 40% degli elettori ha accolto tali appelli. E di quel 58%? All’interno di quei voti ci sono piccole percentuali di “No”. Chi saranno?

Linda: mah.. magari alcuni di destra che non hanno accolto l’appello.

Bàcku: aspetta, non è detto. Vi può essere qualcuno che dissente dal Governo ma che ha comunque voluto votare in modo contrario alle indicazioni dell’Opposizione; poi ci possono essere effettivamente elettori di destra o centro destra che hanno preferito votare No su alcuni quesiti ma SI su altri.

Linda: aspetta, mi sto confondendo…

Bàcku: in democrazia vince la maggioranza. Secondo te il suffragio è importante?

Linda: certo che sì

Bàcku: dunque, più ampio è il suffragio, migliori e più definite sono le indicazioni della maggioranza, ti pare?

Linda: …sì….

Bàcku: bene, vedo che ci siamo intesi.

Linda: ma scusa, nonno, non ho capito, non sei contento?? Dopo anni, più di dieci, abbiamo raggiunto un quorum di tutto rispetto. Abbiamo molto probabilmente convinto a votare persino gli elettori del centro-destra….e molti devono aver per forza votato Sì, contrariamente alle indicazioni dei loro Partiti di riferimento… cosa vuoi di più?

Bàcku: ma sì, ma sì, Ermelinda… hai ragione. Sono probabilmente un vecchio brontolone, mai contento. Devo dirti che questo Referendum me ne ha fatti ricordare altri, ad esempio quello sulla fecondazione assistita …. ti ricordi tua zia quanto ci sperava? e invece nulla. Niente quorum, e in quel caso chi è che aveva spinto a non andare a votare?

Linda: …il centro-sinistra?

Bàcku: esatto. Vedi, io forse sono troppo manicheo, ma penso che uno strumento democratico come il Referendum vada utilizzato. Capito e utilizzato…

Linda: va beh, ma in fondo alle ultime amministrative non hai nemmeno votato…

Bàcku: hai ragione, ma non c’era nessuno che mi ispirasse davvero fiducia. Con il Referendum il discorso è diverso, se sei d’accordo voti Sì, altrimenti un bel No. Quello che mi dispiace davvero è che ancora una volta, chi era contrario ha preferito annullare il Referendum, piuttosto che esprimere il proprio No. Forse i tuoi amici sono felici e in fondo non posso dare loro torto. Il risultato c’è stato ed è stato bello. Però non lo definirei un punto d’arrivo, piuttosto la partenza verso una maggiore coscienza e responsabilità. Ognuno di noi ha il diritto ad una corretta informazione, ma anche il dovere di evitare la apatia e il menefreghismo, altrimenti qualsiasi conquista sarà la conquista di altri per gli altri, e un giorno potremmo arrivare a subire le decisioni di persone male-informate ma numericamente in vantaggio….

Linda: beh, intendi dire tutti quelli che da 15 anni votano Berlusconi?

Bàcku: ecco, direi che è proprio questo il problema in una democrazia! Però nel caso dello scorso Referendum non sono stati solo berluscones ad essere male informati e ad annullare la votazione. Non bisogna abbassare la guardia, ecco quello che dico. Il nostro principale impegno deve essere l’informazione…a 360°… verso tutti, verso la consapevolezza. L’animo umano non è facile da capire e la democrazia non è la migliore forma di governo, ma è di certo quella che offre più possibilità, di esprimere un’idea e di lottare per quell’idea.

Le voci di bambini sudati si diffondono nell’aria ferma dei giardinetti. Bàcku si accende una pipa, pensieroso ma sorridente. Linda rimane un po’ sconcertata, con un occhio vede gli aggiornamenti di facebook sull’Iphone e le immagini di profilo dei suoi amici che cambiano progressivamente, sostituite da un cartello con la scritta “Ho votato!”. Dallo Smartphone giungono i cinguettii che invitano al concerto in piazza… con la tessera elettorale timbrata si beve gratis….

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3 risposte a Oi dialogòi: il referendum secondo Platone

  1. Buenaventura scrive:

    Spiace contraddire Nonno Bàcku, ma quando dice “dunque, a fronte degli appelli di Governo a non andare a votare, il 40% degli elettori ha accolto tali appelli” mette nel conto dei astenuti consapevoli anche i numerosissimi astenuti cronici/inconsapevoli/marittimi, che sono perlomeno la metà.
    Porca miseria, Bàcku, siamo ad un passo dall’attuare il programma del tuo omonimo… Concediti una settimana di bagordi!!

    • Stefania scrive:

      eh lo so! Bàcku non fa sconti.. considera che ha parlato subito dopo aver visto i risultati (lunedì pomeriggio) … mi dicono che abbia riflettuto meglio sulle cifre e abbia leggermente modificato il suo pensiero, ma nella sostanza rimane lo stesso: bello fare festa… ma sempre tra i soliti?

  2. francesca scrive:

    Io semplicemente abolirei il quorum, così tocca impegnarsi per il sì o per il no, invece di far conto solo sui soliti rinunciatari/menefreghisti/sfavati/non in grado di pensare.

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