E sappiamo che Teseo aveva rapito Elena. Elementare, Watson!

Di come sia possibile scrivere un intero articolo su Sherlock Holmes senza MAI citare, nemmeno per sbaglio, Sir Arthur Conan Doyle….

Sembra che nel Comune di Sesto Fiorentino sia stato collocato, nel 2002, un busto in bronzo di Sherlock Holmes; sembra anche che quest’anno il busto sia stato spostato presso la Biblioteca Comunale. Pare che a patrocinare busto e inaugurazione/i siano stati i membri di “Uno Studio in Holmes“, un’associazione di appassionati delle gesta del grande detective, i quali sono ormai specializzati nel cogliere, tra le righe, indicazioni di luoghi o avvenimenti che rendono il loro beniamino più vero del vero.

Ma ad aiutare questa sorta di trance è giunto Antonio Passanese, collaboratore del Corriere Fiorentino e autore di un articolo che è un piccolo gioiello…

Nel parlare di Sherlock Holmes, infatti, non si fa riferimento alla fortuna letteraria, men che meno alla complessa vicenda di transfert del suo autore, ora nel detective ora nel fedele medico Watson. L’articolo prende le mosse dall’ultimo film girato da Guy Ritchie e ora nelle sale, che sembra aver “battuto i cinepanettoni”. Dunque una sorta di richiamo alla realtà rispetto alla finzione cinematografica. A partire dalla data 12 maggio 1891, l’articolo di Passanese è un continuo riferimento alla storia fiorentina:

Holmes, avendo saputo che a Santa Maria Novella lo attendeva il professor Moriarty (…) decise di fermarsi a Sesto Fiorentino dall’amico Paolo Lorenzini, fratello di Carlo Collodi, all’epoca direttore dello stabilimento Richard Ginori.


A supportare la tesi alcune pagie di diario che hanno dimostrato come il fratello di Collodi conoscesse l’inglese e si fosse recato nella City varie volte.

Naturalmente, Passanese raccoglie queste notizie dalla viva voce di uno dei massimi esperti della materia, Enrico Solito:

Nella fabbrica di Colonnata lavoravano pittori francesi e molti chimici, tra cui il brillante Vernet, pseudonimo di Holmes

Ce n’è abbastanza per dedurre che Holmes usò come copertura la Ginori.

Quindi, abbiamo addirittura un colpo di meta-teatro:

Da sempre si sapeva che Sherlock fosse passato per Firenze, nel volume L’avventura della casa vuota racconta che si era nascosto qui facendosi credere morto.

Poi si ritorna con i piedi per terra

L’unico treno che poteva prendere un gentleman del suo calibro era il direttissimo Lampo da Milano: in mesi di lavoro abbiamo ricostruito l’orario. Ma grazie ai giornali del tempo siamo riusciti ad appurare che ne esistevano tre.

Ecco che, quindi, giunge, inaspettato, il lieto fine dopo tanto ricercare…

Come è possibile che un uomo così accorto come Holmes abbia corso il rischio di farsi riconoscere da chi voleva ucciderlo, o fermare dalla polizia sempre alla ricerca di anarchici? L’unica stazione tra Pistoia e Firenze in cui il Lampo poteva fermarsi era proprio Sesto, alle 16.18: e lì Sherlock Holmes scese per raggiungere quel “caro amico” che avrebbe dovuto nasconderlo e rifornirlo di documenti e denaro.

Ora, sarebbe troppo semplice addebitare a Voyager tutti i drammi di questa nostra epoca senza eroi… inoltre, se si scartabellano le migliaia di pagine scritte ogni anno da studiosi di vari calibri, si trovano ricerche anche più complesse dietro a frammenti di vasi, nomi in dialetto greco ionico, riccioli di statue… Insomma, è chiaro che, quando la passione chiama… non si può far finta di niente. Rimane il dubbio sull’opportunità di costruire un articolo senza fare MAI riferimento, nemmeno per sbaglio, alla penna di chi ha creato quello che, a tutti gli effetti, su tutti i treni, rimane UN PERSONAGGIO LETTERARIO!

e allora…

All’ingresso della città c’è il monumento funebre dell’amazzone Antiope, che Pindaro dice rapita da Piritoo e da Teseo. (…) Gli Ateniesi dicono che, quando vennero le Amazzoni, Antiope fu colpita con una freccia da Molpadia e Molpadia fu uccisa da Teseo. In Atene c’è anche il monumento funebre di Molpadia.

Pausania I 2 1

Al di là del tempio sorge una statua bronza di Apollo, opera attribuita dalla tradizione a Fidia. E’ detto Parnopio, perché il dio aveva promesso agli Ateniesi di scacciare le cavallette che affliggevano la loro terra. E che le abbia cacciate essi ben lo sanno, ma non dicono in qual modo. Personalmente, io so che già tre volte le cavallette del monte Sipilo sono state sterminate, ma non sempre nello stesso modo: una volta le rimosse di là una bufera violentementescatenatasi, un’altra volta, dopo una pioggia, una forte calura le colse e le distrusse, una terza volta esse perirono perché sorprese da una improvvisa gelata.

Pausania, I 24 8

All’interno del recinto c’è poi la tomba di Edipo. A tal proposito mi sono dato molto da fare nella ricerca e ho scoperto che le ossa di Edipo furono portate qui da Tebe. Infatti Omero non mi permetteva di dar credito a quanto ha scritto Sofocle sulla sua morte (…)

Pausania I 25 7

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7 risposte a E sappiamo che Teseo aveva rapito Elena. Elementare, Watson!

  1. francesca scrive:

    Tra qualche giorno prendo un treno per Milano… terrò gli occhi bene aperti, magari c’è Jessica Fletcher!

    • Stefania scrive:

      tu pensa che, da piccola, nelle trasferte milanesi, mi beavo della visione dell’Orient Express… “ancorato” tra i binari della Stazione Centrale… sognavo di poterlo prendere un giorno, lì sì che si fanno incontri interessanti….

  2. Ylenia scrive:

    😀 Bel post Stefy!
    Mi sarebbe piaciuto leggere l’articolo in questione ma non son riuscita a trovarlo in rete (non è che magari ce l’hai cartaceo e riesci a scannerizzarlo e uplodarlo sul blog?!).

    In ogni caso mi hai fatto scoprire l’esistenza non solo dello Studio in Holmes (che mi incuriosisce) ma anche del libro a cui Solito si riferisce, ovvero “Il palio di Sherlock Holmes” uscito nel 2009….se non hanno citato Conan Doyle (ahimè :D) spero abbiano citato almeno Luca Martinelli! 😀

  3. Stefania scrive:

    Certo Yle! Martinelli lo hanno citato!
    Anche io ho avuto difficoltà a trovare il pezzo su internet, per questo non l’ho linkato.
    Purtroppo lo scanner non funziona… ora vedo se posso fotografare e mandarti la foto o postarla..

    Naturalmente il mio post scaturisce dalla vera ADORAZIONE che ho per.. Conan Doyle.. che.. indovina? è nato nel 1859 ad Edimburgo… il 22 maggio! insomma, il mio transfert personale ce l’ho da anni .. perciò mi ha colpito l’idea che nell’articolo bypassassero completamente l’autore per il personaggio. Quanto all’associazione, sicuramente è più divertente studiare gli orari dei treni che avrebbe preso Sherlock, piuttosto che le diverse inclinazioni dei riccioli della barba di Settimio Severo! :-p

  4. Ylenia scrive:

    Da ammiratrice tua e di Conan Doyle concordo, e non mi sorprende affatto che quest’ultimo sia nato proprio il 22 maggio! 😉

    Se ti va (e tempo permettendo) ad anno nuovo facciamo una capatina allo Studio Holmes? Non sarà come tornare al 221 di Baker Street ma mi incuriosisce sto gruppo!

    • Stefania scrive:

      beh, diciamo che i propositi per il 2012 già si raddoppiano! … riusciranno i nostri eroi a raggiungere Orsigna? 🙂
      quanto alla visita all’associazione, ci sto.. ma spero che questo post non abbia su di loro lo stesso effetto che ha avuto sulla Soprintendenza quello del François!!!!!

  5. Ylenia scrive:

    😀 hai ragione!
    Ok cominciamo da Holmes e lasciamoci Orsigna per i mesi di bel tempo! 😉
    E se c’è polemica….tanto meglio!!!

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