A volo di gru – parte prima

Nel pensare al titolo di questo post mi è venuto spontaneo pensare alle gru, forse perché mi ha colpito il racconto della celebrazione di questi uccelli in Bhutan. Eppure ho scoperto che, in effetti, la gru è l’animale che meglio di altri può rappresentare l’idea di un viaggio lungo, attraverso molte regioni e numerosi popoli e culture. Proprio questa è la sensazione che mi hanno lasciato le due mattinate di rassegne di viaggi archeologici e culturali che ho introdotto a tourismA 2019.

TravelMark di Nadia Pasqual ha promosso e organizzato le due rassegne, invitandomi come presentatrice e facendomi ovviamente un grande regalo: in prima fila ad ascoltare nove tra agenzie di viaggio, enti del turismo, associazioni culturali e parchi archeologici e naturali, che proponevano offerte di viaggi culturali veramente allettanti.

Nel seguire le presentazioni ho preso qualche appunto, che voglio condividere con voi, sicura di farvi venire anche solo la voglia di …saperne di più!

Earth Cultura e Natura è un tour operator specializzato in viaggi all’insegna dell’ecosostenibilità e a tourismA ha presentato un viaggio molto particolare. Adine Gavazzi, professoressa di Antropologia della Salute-Biosfera e Sistemi di Cura per la Cattedra UNESCO dell’Università di Genova, ci ha accompagnato in un percorso emozionante attraverso la foresta andina, ma non solo.

Antropologia della Salute è la definizione scientifica che viene data allo studio degli ecosistemi e delle popolazioni che li abitano, con particolare attenzione al legame tra “natura e cultura” (per dirla con Lévi-Strauss): la voce sottile e al contempo forte di Adine ci ha davvero preso per mano e ci ha mostrato quanta ricchezza è racchiusa non solo nei luoghi delle Ande peruviane, ma soprattutto nei saperi di chi le abita da millenni. Non dimenticherò mai la sua illustrazione di questa immagine di Machu Picchu:

Ci ha indicato i picchi più importanti identificati come divinità, e ci ha detto che quando guardiamo Machu Picchu, in realtà siamo noi l’oggetto degli sguardi di questa natura che l’uomo ha saputo ascoltare e con la quale ha dialogato e dialoga tuttora. Adine ha parlato di “cosmovisioni” e, per renderle il tutto più comprensibile a un pubblico prevalentemente toscano, ha fatto riferimento ai monaci Camaldolesi e al loro rapporto con il loro bosco, un luogo di cui hanno scritto i codici… per decifrarlo!

Con una partenza così poetica (ma Adine preferisce si dica “fisiologica”!) ci siamo ben disposti all’ascolto anche delle altre proposte di viaggio. Così, quando si sono presentati Marco Cattaneo e il paleontologo Federico Fanti, per National Geographic Expeditions, siamo stati velocemente coinvolti in una traversata del deserto del Gobi, in Mongolia, alla ricerca di … dinosauri! In realtà, due aspetti della loro presentazione mi hanno affascinata: il primo riguarda l’immagine di uno studioso che accarezza il ginocchio di un dinosauro, ancora inglobato nella roccia… mi ha ricordato il nostro Michelangelo, alla ricerca di soggetti da “liberare dal marmo”; il secondo è stato un commento di Fanti, il quale ha spiegato…l’origine dei draghi cinesi! Proprio il ritrovamento dei numerosi scheletri di dinosauri avrebbe infatti stimolato la fantasia. #cacciatorididraghi

Il Tucano Viaggi ha lasciato che Fabio Bourbon, saggista ispirato, creasse delle suggestive connessioni tra i viaggiatori del passato, alla cui intraprendenza e abilità ritrattistica dobbiamo spesso i primi reportage di zone sperdute, e quelli del presente, chiamati a condividere il progetto culturale degli archeologi. Bello il paragone con il teatro: secondo Bourbon potremmo considerare gli archeologi come i primi attori (sarebbe… prime donne… ma glisso!) e chi collabora con loro comprimari e comparse, ma tutto il lavoro è fatto per coinvolgere il pubblico, altrimenti rimane fine a se stesso. Con questa filosofia, Fabio Bourbon ci ha accompagnato in una rassegna delle principali destinazioni archeologiche del Tucano, con grande spazio per la Turchia!

Dopo tutti questi itinerari così distanti tra loro, è stato il turno del Parco Nazionale della Krka, in Croazia: l’archeologo Alessandro Campedelli ci ha invitato a esplorare il patrimonio archeologico del fiume Krka, che spazia dall’età protostorica a quella medievale, allungandosi lungo il corso d’acqua e concentrandosi nel sito di Burnum. Molto interessante da un punto di vista storico-archeologico e decisamente allettante dal punto di vista naturalistico, con vedute mozzafiato!

Direttamente dal Parco Nazionale di Krka… oppure era Fantasy Island?!

Francesca Benvegnù, collaboratrice storica dell’Agenzia Rallo ed esperta archeologa, ha illustrato una serie di “pacchetti” di viaggio che formano l’iniziativa “Una giornata particolare”, per vivere Venezia, Altino, Mestre, Feltre e Padova (e non solo!) attraverso percorsi dedicati e molto affascinanti. Ci ha poi accompagnato attraverso le tappe di un tour archeologico sulle tracce di Carlo Magno… un piacere per gli occhi e per lo spirito che, chissà, mi ha forse convinto a cancellare qualche impegno per poterla seguire!

Tanti spunti, questo post si ferma al riassunto della prima giornata. Domani la seconda parte!

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