St. Agnes! Ah! It is St. Agnes’ Eve!

The Eve of St Agnes 1856 Arthur Hughes 1832-1915 Bequeathed by Mrs Emily Toms in memory of her father, Joseph Kershaw 1931 http://www.tate.org.uk/art/work/N04604

Il 21 gennaio del 304 d.C. la piccola Agnese, tredici anni, viene trucidata a Roma. Il suo credo cristiano la rende una delle più giovani martiri ricordate dagli annali e le affida il ruolo di protettrice delle giovinette: torturata e violentata, ci dicono le cronache, uccisa per taglio della testa, sul suo cadavere si infierisce con il fuoco. Infine le spoglie vengono sepolte nel cimitero sulla Nomentana e sulla sua tomba si recano in pellegrinaggio le giovani, o le coppie di fidanzati; chiedono protezione della propria castità, oppure benedizione per un amore giovane e vissuto seguendo gli insegnamenti cristiani.

Un esempio semplice e destinato a perdersi tra i mille volti di cristiani del IV d.C., secolo di persecuzioni e di consacrazioni, il vero punto di svolta della diffusione del Cristianesimo. Se non fosse che il folklore inglese si appropria della figura della giovane santa e crea una consuetudine di sicuro fascino, rivolta proprio alle giovinette in cerca di marito.

“Agnes sweet, and Agnes fair, Hither hither now repair: Bonny Agnes, let me see, the lad who is to marry me”.

Detto scozzese

Nella notte tra il 20 e il 21 gennaio, la notte di Sant’Agnese, le ragazze che cercano un marito dovranno seguire un rituale ben preciso:

They told her how, upon St. Agnes’ Eve,
       Young virgins might have visions of delight,
       And soft adorings from their loves receive
       Upon the honey’d middle of the night,
       If ceremonies due they did aright;
       As, supperless to bed they must retire,
       And couch supine their beauties, lily white;
       Nor look behind, nor sideways, but require
Of Heaven with upward eyes for all that they desire.

John Keats, Eve of St. Agnes, stanza 6

A letto senza cena, completamente nude e distese supine, con gli occhi rivolti verso il soffitto. In questo modo, durante il sonno, sogneranno il futuro sposo. Una variante è registrata in Scozia, dove, intorno a mezzanotte, dovranno recarsi in un campo a spargere del grano, recitando una filastrocca di invocazione a Santa Agnese (vd sopra).

Ci sono molti aspetti affascinanti in questi rituali, che attingono sia alla simbologia rurale del grano come allegoria della famiglia, sia a quella classica dell’oneiromanzia e del messaggio divino che giunge nel sonno. Significativo anche il periodo dell’anno scelto per il rito: siamo infatti ancora nell’ambito magico delle celebrazioni natalizie, dove la pausa forzata dovuta al clima e alla poca luce, richiede divertimenti, promesse, giochi anche maliziosi, un rapporto con il divino forse più goliardico. Dopo la dodicesima notte, quella tra il 5 e il 6, che spinge al trasformismo e al divertimento, ecco la notte di Sant’Agnese che gioca con le ragazzine indifese e con i loro sogni meno pudichi.

Un poeta poco romantico

Il 20 gennaio del 1819 John Keats è a Chichester; qui visita la cattedrale, restando affascinato da una tomba di cavaliere che diventerà il protagonista de “La Belle Dame sans Merci”, e viene ospitato da una coppia di amici. Il suo amore è solidamente affidato alle belle ciglia di Fanny Brawne e, nonostante la salute molto cagionevole, il giovane poeta è pieno di passione per la ragazza cui vuole promettersi. La ricorrenza di Santa Agnese gli ispira dunque una ballata, che però risulta troppo “osata” ed esplicita e così deve mettere mano a una seconda versione, più gentile e sussurrata.

Madeleine, la protagonista della ballata, è innamorata di Porphyro, ma le rispettive famiglie osteggiano la loro unione. Così, la notte di Sant’Agnese, mentre la ragazza segue il rituale sognando dell’amato, Porphyro, più pratico, si introduce furtivamente nella sua stanza, aiutato dall’anziana balia, e si nasconde nell’armadio, da cui esce per realizzare il sogno audace della fanciulla. Una volta “consumato” il doppio sogno, Madeleine decide di scappare con lui.

Galeotto fu il dipinto

Nella irresistibile ascesa del pensiero e della pittura preraffaellita, le ballate di Keats giocano un ruolo importante, perché i giovani pittori si lasciano spesso affascinare dalla sensibilità poetica dello sfortunato autore e traducono su tela alcune sue immagini letterarie. Ma i Confratelli vengono a conoscenza del lavoro di Keats attraverso l’insegnamento di Alfred Tennyson, brillante poeta inglese che canta del folklore, di Artù, dei sogni e degli incubi degli inglesi in cerca di sollievo dal nuovo, grigio, progresso della Rivoluzione Industriale.

Tennyson riprende le poesie di Keats e dà loro quella popolarità che non erano riuscite a ottenere durante la breve vita del giovane poeta. In alcuni casi Tennyson le rielabora, per esempio nel caso della Eve of St. Agnes: nel 1837 pubblica “St. Agnes’ Eve”, versione più breve e più romanzata. Perciò è a tale versione che dobbiamo la fortuna del tema nei quadri preraffaelliti.

Nel 1848 William Holman Hunt espone alla Royal Academy un quadro dal titolo “The flight of Madeleine and Porphyro during the Drunkenness attending the revelry” e ritrae Porphyro e Madeleine che escono di soppiatto dal palazzo della famiglia di lei, approfittando della ebbrezza delle guardie, impegnate in festeggiamenti.

William Holman Hunt. [Eve of Saint Agnes] The Flight of Madeleine and Porphyro during the Drunkenness attending the Revelry. Oil on canvas. 1848. 75 x 113 cm. Collection: Guildhall Gallery, London. Reproduced courtesy of the City of London Corporation. 

Proprio questo quadro spinse Dante Gabriel Rossetti, che aveva già visto opere di Hunt, a contattare l’autore per proporgli di fondare la Confraternita dei Preraffaelliti. Hunt si rivelò il più severo dei confratelli, colui il quale più di altri attribuiva alla pittura una funzione quasi salvifica e infatti già riguardo questo suo dipinto egli commentò di aver scelto il soggetto pensando al contrasto tra la purezza di un amore onesto e la debolezza di un’orgogliosa intemperanza (quella evidentemente delle guardie ubriache). Dunque questo dipinto è una pietra miliare, sia nel complesso rapporto tra Preraffaelliti, sia nella scelta personale di William Holman Hunt, il cantore dell’etica e dei sentimenti puri.

Galeotta fu la Scozia

St. Agnes’ Eve (1854)
Sir John Everett Millais
Pen and sepia ink with green wash
Private Collection (fotocredit www.victorianweb.com)

Anche John Everett Millais fu affascinato dal racconto di Madeleine e Porphyro e decise di tradurlo su tela. Millais è il terzo “moschettiere” dei Preraffaelliti: a Rossetti, Hunt e Millais si aggiunsero altri quattro pittori, in quel settembre del 1848, ma i tre rimasero i padri fondatori per antonomasia. Il quadro però giunse nel 1853 e risultò ispirato alla versione di Tennyson, il quale aveva usato come voce narrante quella di una suora: nella notte in cui le giovani vergini sognano il loro amore e in cui Madeleine e Porphyro riescono finalmente a esaudire il loro sogno, la suora pensa malinconica alla sua condizione verginale, che mantiene pura per lo sposo celeste.

Stando a Effie Gray, Millais aveva voluto ritrarre se stesso in quel volto illuminato dalla luna, pieno di speranza eppure anche rassegnato. Effie era la moglie di John Ruskin, il critico d’arte divenuto mentore dei Confratelli, e nell’estate del 1853 aveva accompagnato il marito in un viaggio in Scozia, dove aveva incontrato il giovane Millais. Tra i due era scoppiata la passione, struggente per John Everett, perché la donna amata era sposata al suo amico e benefattore!

Ma John non sapeva che il matrimonio tra Effie e Ruskin non era mai stato consumato, che esisteva solo di facciata e dunque fu velocemente annullato, in capo a un anno Millais ed Effie erano sposi! Grazie, St. Agnes!

Una giovane promessa

Nel 1857 un giovane pittore, Arthur Hughes, presenta la propria versione della Notte di Sant’Agnese: un quadro composito, con tre pannelli dipinti su una tela unica e distinti grazie a una cornice che isola i tre momenti della storia. L’aggiunta della Stanza n.6 della poesia di Keats (vedi sopra) funge da didascalia poetica della scena.

The Eve of St Agnes 1856 Arthur Hughes 1832-1915 Bequeathed by Mrs Emily Toms in memory of her father, Joseph Kershaw 1931 http://www.tate.org.uk/art/work/N04604

Anche grazie a questo dipinto, esposto alla Royal Academy, il giovane Hughes si guadagnerà l’ingresso nella Confraternita. Ecco il commento di Ruskin:

‘A noble picture, apparently too hastily finished, and very wrongly put into this room … The half-entranced, half-startled, face of the awakening Madeline is exquisite’

Una versione aggiornata

Ma l’avventura della Notte di Sant’Agnese nell’immaginario preraffaellita non si ferma qui. Nel 1863, quando ormai le strade dei fondatori si sono divise, Millais torna sul tema e decide di affrontarlo in maniera diversa. Il suo destino è nell’Accademia, quasi rifiutando i principi rivoluzionari che lo avevano portato a solidarizzare con Rossetti e Hunt, perciò quello che vediamo non è un “tipico” dipinto preraffaellita. E il soggetto questa volta non è la suora, John Everett non sta più patendo le rinunce dell’amore, anzi è felicemente sposato e più volte padre con la sua Effie. Forse per questo, ora il suo soggetto è Madeleine, qualche minuto prima di svestirsi…

John Everett Millais, Madeleine Undressing [immagine wikicommons]
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2 risposte a St. Agnes! Ah! It is St. Agnes’ Eve!

  1. Andy scrive:

    A beautiful commentary, Stefi! Thank you.

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