Passaggio in Sicilia – 3

Continua il mio resoconto del Signature Seminar “Hans on History in Sicily”, da me ideato e organizzato con il supporto di Syracuse Florence e l’aiuto sul campo di Giulia Pettena. In questa puntata vi parlo di una visita durata poche ore e inserita “on the road”, vale a dire in una giornata di trasferimento da Oliveri ad Agrigento, ma che credo abbia lasciato il segno nei ragazzi.

Doveroso omaggio

Quando ho cominciato a pensare a come strutturare il seminario siciliano, ho pensato che una sosta ad Aidone era fondamentale. Sapevo che non avrei potuto pretendere un costante interesse e un’attiva partecipazione dai ragazzi, perché si trattava di studenti di molte materie ma non di archeologia e neanche di storia dell’arte antica. Inoltre, il titolo del seminario “hands on” presupponeva delle attività che solo alcuni siti erano in grado di procurare.

Dunque sapevo che non avrei potuto aggiungere la visita di Morgantina, ma ero decisa a presentare al gruppo un aspetto essenziale della ricerca archeologica italiana (e nello specifico siciliana): la piaga del traffico d’arte. Aidone, perciò, diventava una tappa imprescindibile.

Import/Export/furto

Care le mie lettrici e cari i miei lettori, non ho idea di quale sia la vostra conoscenza in materia del traffico di opere d’arte, perciò cercherò di riassumere velocemente i fatti e rimanderò a un mio vecchio post e ad articoli che si sono occupati del fenomeno.

In ogni caso, Aidone e Morgantina sono stati al centro di un complesso caso di crimine internazionale, a conclusione del quale sono rientrati nella cittadina siciliana un set di coppe e strumenti per simposio in argento, una statua pseudo-acrolito di Demetra (o forse Afrodite o forse Persefone), due acroliti di Demetra e Kore e una testa di Ade. Tutte opere di grande importanza storico-artistica e tutte rimpatriate dal Getty Museum di Malibù (California) e dal Metropolitan Museum di New York.

La loro vicenda è stata di importanza capitale per mettere sotto accusa non solo un gruppo di ladri su commissione, ma un vero e proprio sistema in cui il trafugamento di opere d’arte veniva approvato da storici dell’arte e archeologi e volutamente ignorato da importanti musei che affermavano, con una faccia della migliore lega di rame e stagno, di non essere a conoscenza delle circostanze del ritrovamento, ma di aver solo acquistato legalmente i reperti approdati sul mercato.

Per gli appassionati, consiglio di cercare “The Medici Conspiracy”, dove viene spiegata la prima, grande retata di opere d’arte trafugate, ma la vicenda di Morgantina è comunque molto interessante e illuminante.

Al cospetto delle dee

Naturalmente, il momento più emozionante è stato quello dell’incontro tra il gruppo e gli acroliti. Adeguatamente preparati, i ragazzi e le ragazze hanno osservato incuriositi e rispettosi le due figure divine: parliamo del più antico acrolito giunto fino a noi, con madre e figlia che sfoggiano uno dei sorrisi arcaici più inquietanti del mondo antico, mentre il suggestivo allestimento colloca testa, mani e piedi, su di una intelaiatura di ferro con drappi di stoffa e spighe di grano.

Tutta la potenza dell’autosuggestione era riunita nella piccola sala ricavata grazie a una sorta di sipario bianco, mentre attorno a noi canti mistici inondavano la stanza. Ecco, sui canti mistici e il loro volume avrei alcune rimostranze, ma alla fine quel che importa sono loro, le dee.

Ogni riccio, un capriccio

Barbablù ha incuriosito molto, non solo la storia del suo rientro, per la quale è stata evocata una volta di più la bravissima Serena Raffiotta, ma anche quella bicromia rosso per la chioma e blu per la barba che alcuni hanno osservato con attenzione. Infatti, una volta ad Agrigento, c’è chi ha notato il riferimento a questo accostamento di colori durante la spiegazione di Laura Danile. A riprova del fatto che il gruppo era molto presente e che tutti e tutte entravano in modalità “spugna” mentre venivano introdotti a collezioni museali o a siti archeologici.

La testa di Ade, soprannominata “Barbablù”, terracotta policroma di età ellenistica. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Testa_di_Ade.jpg

Sguardi di ammirazione

La sala dedicata alla dea rientrata in Italia nel 2011 ha visto forse il momento più bello: tutti e quindici hanno ascoltato il mito che non invecchia mai, l’opera di trafugamento, la lotta giudiziaria per dimostrare che si trattava di una statua sottratta e infine le ipotesi di identificazione. Afrodite? Demetra? Persefone? Abbandonati i dettagli tecnici, ho provato a chiedere ai ragazzi e alle ragazze quale fosse l’effetto, l’emozione che provavano nel guardare quella donna divina affrettare il passo contro vento.

Mi piace provocare un pensiero “laterale”, che raccolga i dati ma poi si lasci anche guidare da una forma di istinto o di suggestione. Penso che sia un modo per sollecitare la partecipazione in chi guarda, perché queste statue sono state fatte per essere ammirate e quindi, secondo me, non le potremo mai comprendere fino in fondo se non ci lasciamo “ingannare” dai nostri sensi meno addomesticati e più istintivi.

Aidone & Morgantina

In conclusione, posso solo raccontarvi della visita, ahimè fugace, al primo piano del museo, dove abbiamo potuto osservare i molti reperti trovati nell’abitato di Morgantina e anche una mostra temporanea, estremamente godibile, con foto d’epoca degli scavi di Princeton e della visita del re Gustavo VI Adolfo di Svezia. Il museo è ospitato nel chiostro e nelle sale attigue dell’ex Convento dei Padri Cappuccini, ma ammetto che non abbiamo avuto abbastanza tempo per ammirare la parte secentesca.

Se volete andare ad Aidone vi consiglio di ritagliarvi lo spazio della visita del sito archeologico di Morgantina, perché è ben organizzato e piuttosto leggibile, anche dai non addetti ai lavori.

La sosta di Aidone ha permesso al gruppo di riflettere ancora meglio sul concetto di “storia collettiva” e di legalità e illegalità nella gestione dei beni culturali, una lezione che non dimenticheranno facilmente…

TO BE CONTINUED

Pranzo: La Piazzetta del Museo (ottimo cibo, persone simpatiche, tempi… ecco, come dire… cercate di ritagliarvi tre quarti d’ora per il pranzo!)

Museo Aidone

Area Archeologica Morgantina

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