A volo di gru – parte seconda

Riprendiamo il volo della gru, uno degli uccelli migratori che copre le distanze più lunghe, per raggiungere destinazioni distanti tra di loro, ma ugualmente affascinanti.

Le rotte migratorie della Grus grus

Nella seconda mattinata di rassegne di viaggi culturali, infatti, ci siamo avventurati dall’Africa all’Asia e poi al centro del Mediterraneo e nel cuore d’Europa!

Foto dalla scheda web del viaggio in Etiopia di Kailas

Kailas viaggi ha proposto due mete, distanti ma unite da un filo rosso: la profonda spiritualità e gli sguardi incantevoli degli abitanti. Andrea de Pascale ci ha infatti accompagnato in Etiopia, alla scoperta di bellezze naturali “estreme”, come la Dancalia, ma soprattutto dei monasteri rupestri, scavati nella roccia. Qui sono conservati manoscritti copti, presentati con religioso rispetto dai monaci stessi (gli unici in grado ormai di leggere e comprendere la lingua in cui sono stati scritti). Tra questi, celeberrimo è il Kebra Nagast, che riunisce le figure leggendarie di Salomone e della Regina di Saba, il libro sacro della religione Rastafariana.

Una casa decorata con elementi apotropaici e il fallo…d’angolo

Dopo l’Etiopia mistica, sempre con Kailas ci siamo spostati in Bhutan. Elisa Bianchi ci ha guidato tra le montagne più alte del mondo, alla scoperta di un’isola verde di felicità. Delle tante immagini colorate e sorridenti, tra le quali segnalo la celebrazione delle gru dal collo nero, mi è rimasta impressa quella delle decorazioni popolari di alcune case: un fallo gigante, colorato e stretto da un nastrino, destinato a portare fertilità e buona sorte. In Bhutan l’origine è buddista, di un monaco che, per diffondere il verbo del Buddha, girava il Paese raccontando barzellette osé, ma questo uso ha origine antropologica più ampia e così ritroviamo le stesse decorazioni (ma a rilievo) a Pompei e a Thasos!

Immagine di uno dei falli a rilievo, scolpiti sulle case di Pompei
A Belgrado confluiscono
due fiumi, Sava e Danubio.

I Viaggi di Maurizio Levi ha quindi organizzato due presentazioni molto coinvolgenti che potrei intitolare “Ripartiamo dai Balcani“! A condurre le danze l’archeologo Dante Bartoli, il quale aveva il compito di sottolineare l’aspetto storico-archeologico dei viaggi. L’itinerario bulgaro, dal titolo “Viaggio in Bulgaria, dal misterioso regno dei Traci all’impero rivale di Bisanzio”, è stato infatti condotto interamente da Dante, il quale ci ha proposto immagini suggestive di tombe reali e della Valle delle Rose. Ma il viaggio più intenso e complesso dal punto di vista storico, archeologico, artistico, culturale, è sicuramente quello in Serbia. Qui, Dante Bartoli è stato affiancato da Nicolò Cesa, un giovane sociologo dalla personalità poliedrica: avventuroso viaggiatore, negli anni ’80 e ’90 gira i Balcani come musicista di strada ed entra in contatto con la vera essenza della popolazione serba. Il suo racconto della Serbia è ricco di spunti letterari e cinematografici, ma soprattutto comunica un’esperienza vissuta sui basoli di città affascinanti come Belgrado e Novi Sad. Grazie al racconto di Nicolò siamo entrati nei vicoli, abbiamo seguito il “fil bleu” del Danubio, abbiamo attraversato la Vovodina, con i suoi 26 gruppi etnici e 7 diversi idiomi. Abbiamo “incontrato” Tesla, il serbo forse più celebre, Einstein che scrive lettere d’amore alla moglie serba di Novi Sad, i cuochi del Titanic, che servivano vini serbi, l’imperatore Traiano, che ci ha lasciato un ponte e una Tabula, Erri de Luca, Emil Kusturica. Un viaggio di grande ispirazione, che I Viaggi di Maurizio Levi ha presentato insieme all’Ente Nazionale del Turismo della Serbia.

La Tabula Traiana è un’iscrizione che ricorda l’impresa militare romana nella regione. Oggi è visitabile nello scenario suggestivo del Parco Nazionale di Djerdap, unitamente ai resti del ponte romano.

Templi a Gozo …
e così ho scoperto (!) che Malta è un arcipelago!

Dopo questo giro balcanico ci siamo mossi verso il centro del Mediterraneo, a Malta. Qui, dopo una introduzione di Claude Zammit Trevisan, responsabile di Malta Tourism Authority, Francesca Benvegnù ha sostituito il professor Massimo Vidale, rimasto in Iran per questioni di lavoro, nell’illustrare l’affascinante viaggio nell’…ombelico del mar Mediterraneo! Una delle immagini che mi è rimasta impressa è sicuramente la visita dei più importanti santuari, la cui pianta riprende chiaramente le forme steatopigie delle statuette della Dea Madre. A Malta torniamo nel grembo di chi ci ha generato…

Dee madri, la forma rotonda, strozzata all’altezza del collo e della vita, sembra proprio essere stata riprodotta in pianta nei santuari.
Dalla terrazza superiore del “bovolo”,
cioè della scala a chiocciola di Palazzo Contarini.

Infine, la conclusione della giornata è stata curata da Fondazione Venezia Servizi  e affidata a un gruppo di giovani imprenditori della cultura. Con un piglio quasi manageriale ci hanno coinvolto nel loro entusiasmo e ci hanno presentato un’iniziativa davvero interessante e meritevole. Il nome del progetto è “Gioielli Nascosti di Venezia” ed è estremamente lineare: 5 luoghi non molto visitati, vengono aperti al pubblico con iniziative di grande effetto scenografico e di valore culturale. Quel che mi ha colpito, tuttavia, è stata proprio l’impostazione del progetto: si tratta infatti di monumenti di proprietà dell’IRE (Istituto di Ricovero ed Educazione) di Venezia e storicamente erano luoghi destinati alla cura di cittadini e cittadine con particolari necessità (orfane, prostitute, malati, persone indigenti, ecc.). Parte dei proventi delle iniziative della Fondazione, dunque, saranno reinvestiti in opere di welfare sociale, così da perpetuare l’attività dell’IRE. Bravi a tutti! Io intanto cerco di non perdermi l’osservazione delle stelle dalla terrazza superiore del palazzo Contarini del Bovolo, con telescopi e astronomi pronti a spiegare lo spettacolo del cielo stellato…!

Spero davvero che questi brevi post sulle rassegne di viaggi di tourismA siano serviti almeno a darvi spunti per i vostri prossimi viaggi.

“Navigando sul mare color del vino verso genti straniere”

Odissea, I 183
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A volo di gru – parte prima

Nel pensare al titolo di questo post mi è venuto spontaneo pensare alle gru, forse perché mi ha colpito il racconto della celebrazione di questi uccelli in Bhutan. Eppure ho scoperto che, in effetti, la gru è l’animale che meglio di altri può rappresentare l’idea di un viaggio lungo, attraverso molte regioni e numerosi popoli e culture. Proprio questa è la sensazione che mi hanno lasciato le due mattinate di rassegne di viaggi archeologici e culturali che ho introdotto a tourismA 2019.

TravelMark di Nadia Pasqual ha promosso e organizzato le due rassegne, invitandomi come presentatrice e facendomi ovviamente un grande regalo: in prima fila ad ascoltare nove tra agenzie di viaggio, enti del turismo, associazioni culturali e parchi archeologici e naturali, che proponevano offerte di viaggi culturali veramente allettanti.

Nel seguire le presentazioni ho preso qualche appunto, che voglio condividere con voi, sicura di farvi venire anche solo la voglia di …saperne di più!

Earth Cultura e Natura è un tour operator specializzato in viaggi all’insegna dell’ecosostenibilità e a tourismA ha presentato un viaggio molto particolare. Adine Gavazzi, professoressa di Antropologia della Salute-Biosfera e Sistemi di Cura per la Cattedra UNESCO dell’Università di Genova, ci ha accompagnato in un percorso emozionante attraverso la foresta andina, ma non solo.

Antropologia della Salute è la definizione scientifica che viene data allo studio degli ecosistemi e delle popolazioni che li abitano, con particolare attenzione al legame tra “natura e cultura” (per dirla con Lévi-Strauss): la voce sottile e al contempo forte di Adine ci ha davvero preso per mano e ci ha mostrato quanta ricchezza è racchiusa non solo nei luoghi delle Ande peruviane, ma soprattutto nei saperi di chi le abita da millenni. Non dimenticherò mai la sua illustrazione di questa immagine di Machu Picchu:

Ci ha indicato i picchi più importanti identificati come divinità, e ci ha detto che quando guardiamo Machu Picchu, in realtà siamo noi l’oggetto degli sguardi di questa natura che l’uomo ha saputo ascoltare e con la quale ha dialogato e dialoga tuttora. Adine ha parlato di “cosmovisioni” e, per renderle il tutto più comprensibile a un pubblico prevalentemente toscano, ha fatto riferimento ai monaci Camaldolesi e al loro rapporto con il loro bosco, un luogo di cui hanno scritto i codici… per decifrarlo!

Con una partenza così poetica (ma Adine preferisce si dica “fisiologica”!) ci siamo ben disposti all’ascolto anche delle altre proposte di viaggio. Così, quando si sono presentati Marco Cattaneo e il paleontologo Federico Fanti, per National Geographic Expeditions, siamo stati velocemente coinvolti in una traversata del deserto del Gobi, in Mongolia, alla ricerca di … dinosauri! In realtà, due aspetti della loro presentazione mi hanno affascinata: il primo riguarda l’immagine di uno studioso che accarezza il ginocchio di un dinosauro, ancora inglobato nella roccia… mi ha ricordato il nostro Michelangelo, alla ricerca di soggetti da “liberare dal marmo”; il secondo è stato un commento di Fanti, il quale ha spiegato…l’origine dei draghi cinesi! Proprio il ritrovamento dei numerosi scheletri di dinosauri avrebbe infatti stimolato la fantasia. #cacciatorididraghi

Il Tucano Viaggi ha lasciato che Fabio Bourbon, saggista ispirato, creasse delle suggestive connessioni tra i viaggiatori del passato, alla cui intraprendenza e abilità ritrattistica dobbiamo spesso i primi reportage di zone sperdute, e quelli del presente, chiamati a condividere il progetto culturale degli archeologi. Bello il paragone con il teatro: secondo Bourbon potremmo considerare gli archeologi come i primi attori (sarebbe… prime donne… ma glisso!) e chi collabora con loro comprimari e comparse, ma tutto il lavoro è fatto per coinvolgere il pubblico, altrimenti rimane fine a se stesso. Con questa filosofia, Fabio Bourbon ci ha accompagnato in una rassegna delle principali destinazioni archeologiche del Tucano, con grande spazio per la Turchia!

Dopo tutti questi itinerari così distanti tra loro, è stato il turno del Parco Nazionale della Krka, in Croazia: l’archeologo Alessandro Campedelli ci ha invitato a esplorare il patrimonio archeologico del fiume Krka, che spazia dall’età protostorica a quella medievale, allungandosi lungo il corso d’acqua e concentrandosi nel sito di Burnum. Molto interessante da un punto di vista storico-archeologico e decisamente allettante dal punto di vista naturalistico, con vedute mozzafiato!

Direttamente dal Parco Nazionale di Krka… oppure era Fantasy Island?!

Francesca Benvegnù, collaboratrice storica dell’Agenzia Rallo ed esperta archeologa, ha illustrato una serie di “pacchetti” di viaggio che formano l’iniziativa “Una giornata particolare”, per vivere Venezia, Altino, Mestre, Feltre e Padova (e non solo!) attraverso percorsi dedicati e molto affascinanti. Ci ha poi accompagnato attraverso le tappe di un tour archeologico sulle tracce di Carlo Magno… un piacere per gli occhi e per lo spirito che, chissà, mi ha forse convinto a cancellare qualche impegno per poterla seguire!

Tanti spunti, questo post si ferma al riassunto della prima giornata. Domani la seconda parte!

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10 cose da fare a tourismA…

… in alternativa all’intervento di Alberto Angela!

Cari amici e care amiche, in questo blog cerco di raccogliere idee personali, cui tengo molto da tempo, oppure idee improvvise, emozioni varie. Tutto avviene nel massimo rispetto (almeno spero) del sentire altrui, ma anche dando alla sottoscritta piena libertà di esprimere se stessa.

Con lo stesso spirito ho deciso di confezionare un post un po’… dissacrante! Oggi, infatti, la kermesse di tourismA 2019 si conclude, come di consueto, con l’esibizione di Alberto Angela, il quale presenterà il suo ultimo libro: Cleopatra.

Ebbene, cosa succede se non riuscite a raggiungere in tempo l’Auditorium? Oppure se non riuscite a trovare nemmeno un piccolo posto in cui raggomitolarvi per seguire il vostro beniamino dal vivo, o ancora se, in fondo, non ci tenete poi così tanto ad ascoltarlo?

Qui di seguito vi elenco almeno 10 cose che potete fare, anziché tornare mesti a casa:

#1 Recarsi in SALA 4 e seguire la presentazione “Una storia fiorentina”: i Laboratori Archeologici Archeosangallo hanno confezionato un’utile guida alla parte islamica di Firenze. Una pubblicazione importante, fatta da storici e archeologi esperti.


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#2 Scendere tra gli stand e chiedere ad Alfio Tomaselli di modellare l’arco di Ulisse e poi sistemare dodici asce (facendosi aiutare dalla squadra del Museo di Verucchio, impegnata in ricostruzioni villanoviane oppure dalla Associazione culturale Legio I Italica) e rievocare la sfida di Ulisse, travestito da mendico, con i Proci.

#3 Correre a comprare il libro Cleopatra di A.A., per poi portarglielo e farglielo firmare, e rimanere invece colpiti dal casuale libro immediatamente accanto e finire per comprare quest’ultimo!

#4 Fare un giro tra gli stand dei viaggi archeologici e concedersi un po’ di tempo per modellare un itinerario su misura!

#5 Partecipare a un laboratorio di History Lab e poi trascrivere tutte le indicazioni delle sale, toilette e altro in geroglifico!

#6 Scendere in giardino e scoprire qual è l’intruso tra i Giganti di Mont’e Prama!

#7 Fermarsi allo stand di All’Insegna del Giglio e comprare “Porta di mare”, un libro che fa rivivere il borgo di Policastro, in un’epoca imprecisata del ‘500, poco prima della battaglia di Lepanto.

#8 Farsi un selfie con uno dei meravigliosi legionari della Legio I Italica!

#9 Prenotare il viaggio a Creta e Santorini presso lo stand di Azalai. Si svolgerà nella prima quindicina di giugno e lo accompagnerà… beh, riuscite a distinguere lo sguardo beffardo della tipa nella foto in basso a destra?! (eheheh)

#10Uscire fuori, saranno probabilmente tra le 16 e le 17, e godersi l’aria fiorentina e la luce che rischiara l’azzurro cobalto.

Alla fine, importa poco quello che deciderete, l’importante è che vi siate divertiti e appassionati all’archeologia e al turismo consapevole ed ecosostenibile. In questa ultima giornata, soprattutto, cercate di assistere a incontri lontani dai vostri interessi più immediati, cercate di esplorare, lasciatevi tentare da esperienze nuove!

Io personalmente non mi perderò per nulla al mondo la presentazione, in Sala 4, dell’agile guida alle testimonianze che a Firenze ancora si incontrano della presenza della cultura islamica.

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In viaggio: l’archeologia non turistica

La natura di tourismA è quella di unire l’archeologia e il turismo, fin dal nome. Per questo, inseriti nella fitta trama degli eventi, vi sono alcuni appuntamenti (e molti stand) che presentano al pubblico un modo diverso di vivere il viaggio: alla scoperta di luoghi archeologici, in compagnia di un professionista.

Da sinistra: Max Mallowan, sua moglie Agatha Christie e Leonard Woolley, sugli scavi di Ur nel 1931.
La brava Agatha sapeva scegliersi bene accompagnatori (e mariti) quando partiva per un viaggio…

Sabato 23 e domenica 24 febbraio, in Sala Onice, a partire dalle 9.30, avrò l’onore e il piacere di presentare una rassegna di viaggi archeologici che, per la ricchezza di contenuti, è stata divisa in due mattinate.

Sabato verranno presentati Perù, Mongolia, Croazia e Germania e un mix di varie destinazioni. I relatori saranno nomi di prestigio, tra cui il National Geographic; agenzie che da decenni ormai hanno deciso di dedicare una buona fetta delle loro offerte a viaggi di natura culturale.

La caratteristica principale di questi viaggi è la presenza di un esperto o esperta dell’archeologia del luogo, che non solo accompagna ma spiega in albergo con brevi lezioni e illustra sul campo, monumenti e aree archeologiche.

Domenica sarà la volta di Etiopia, Butan, Serbia, Bulgaria, Malta e Venezia. Anche in questo caso, la qualità è garantita dal nome e dalla storia delle agenzie coinvolte.

Io ho una fortuna doppia: quella di far parte del grande mondo degli accompagnatori di viaggi archeologici e quella di fare da presentatrice delle rassegne di entrambi i giorni. Ringrazio ancora Travelmark e Nadia Pasqual, la vera anima di queste rassegne, che di anno in anno raccolgono – e come non farlo – sempre più curiosità e adesioni.

E’ sempre un’emozione scoprire le mete di questi viaggi ed è un privilegio poter scorgere sui volti delle persone che si accompagnano le espressioni di meraviglia, incanto e piacere nel vedere o rivedere con occhi nuovi i luoghi della Storia del mondo.

A questo proposito vorrei segnalare anche un altro evento …tourismAtico! Domenica 24, alle h. 16.30, in Sala 4 si terrà “Una storia fiorentina: sulle tracce del Vicino Oriente islamico”. I Laboratori Archeologici San Gallo presenteranno il volume “Firenze e la cultura islamica. Una guida essenziale.”, un libro che ci permetterà di viaggiare nel tempo e attraverso la città di Firenze, alla scoperta di un aspetto forse meno noto, ma fondamentale per la storia fiorentina ed europea. Gli stessi Laboratori sono presenti a tourismA con uno stand, che vi invito a visitare, dal momento che, tra le varie proposte, c’è quella speciale del viaggio in Giordania… accompagnati da membri dei Laboratori Archeologici San Gallo che in Giordania scavano. Un viaggio con loro equivale a un’esperienza completa: sulle tracce di antiche civiltà e in continuo contatto con la società contemporanea, vissuta in tutti i suoi più quotidiani aspetti.

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