Un tempio nascosto
Eccoci alla terza puntata di Dispacci, il mio viaggio in Vietnam raccontato attraverso brevi considerazioni di tipo culturale e storico.
L’argomento odierno è legato, inevitabilmente, alla celebrazione del Nuovo Anno Lunare, come registrata nel calendario lunisolare adottato in Vietnam: il 17 febbraio sarà il Tết Nguyên Đán, il festival del primo giorno dell’anno. Questi i pittogrammi sino-vietnamiti: 節 (tiết) e 元旦.
Vorrei evitare di dilungarmi qui sui vari calendari adottati dai Vietnamiti a partire dal 111 a.C., quado la dinastia cinese Han inaugurò un controllo millenario del territorio: da allora sono stati diversi i sistemi seguiti per suddividere l’anno, con aggiunte di più o meno mesi bisestili, vi rimanderei a questa pagina wikipedia per ripercorrere la sequenza cronologica. Quella che resta invariata è la funzione di un tale calendario, che si collega al ritmo della campagna, infatti il primo dell’anno è anche il giorno che stabilisce l’inizio del ciclo dei lavori agricoli.

In questo dispaccio vorrei invece concentrarmi sul segno zodiacale dell’anno entrante: il cavallo! Perché nel visitare Hanoi ci siamo imbattuti in un tempio seminascosto tra le viuzze del centro, un tempio fondato nell’XI secolo d.C. ma rinnovato nel XVIII, un tempio che potrebbe passare inosservato, ma che è probabilmente il più antico tempio di Hanoi e uno dei monumenti più protetti dal governo vietnamita.
Il tempio guardiano dell’Est
Ad Hanoi esistevano quattro templi, dedicati ad altrettante divinità protettrici e, ovviamente, associate ciascuna a un punto cardinale; troverò modo e tempo di parlare del Feng Shui e di come le linee guida di questa filosofia geomantica innervino qualunque spazio costruito, e incanalino le energie più o meno magnetiche che ci circondano.
In ogni caso, secondo la leggenda, la città di Thăng Long (odierna Hanoi) era protetta da quattro divinità, ognuna risiedente in un tempio. Fu il re Lý Thái Tổ a spostare la capitale da Hoa Lu e a costruire i templi: la visione di un drago che emergeva da un lago e ascendeva verso il cielo lo convinse che quello fosse il luogo giusto per costruire una nuova città, meglio protetta. Ma, ecco, per l’appunto, gli dèi dovevano fare la loro parte e uno di questi era particolarmente potente, si chiamava Long Đỗ, letteralmete “pancia del drago”.
Il drago è uno dei quattro animali magici della cultura vietnamita ed è solitamente associato a potere e protezione, non va dimenticato che i Vietnamiti stessi discenderebbero da un drago (d’acqua) e una fata! Long Đỗ fu particolarmente utile al re nelle decisioni politiche e militari, infatti, dice sempre la leggenda, arrivò un tempo in cui il re dovette trovare un modo per sconfiggere il potente mandarino Cao Bien. Il generale cinese voleva impedire che la città diventasse una roccaforte e contrastava con formule magiche gli sforzi di Lý Thái Tổ nel costruire la cittadella.
Il suo regno per un cavallo
Lý Thái Tổ era disperato e chiese consiglio al potente dio, il quale gli apparve in sogno (ah! quante cose potrei dire sull’oneiromanzia!!) e gli disse che avrebbe visto un cavallo bianco uscire dal suo tempio, lo avrebbe dovuto seguire e avrebbe dovuto costruire le mura della cittadella lungo il percorso tracciato dagli zoccoli del cavallo.
Così fece e la cittadella resistette, l’esercito riuscì a contrastare le armi del malefico mandarino e la pace regnò (per un bel po’). Il re decise perciò di dedicare il tempio di Long Đỗ al cavallo bianco (Bạch Mã) che aveva salvato il regno.
Un po’ di storia, per favore!
Togliamoci un attimo dalla prospettiva leggendaria e vediamo che le vicende del trasferimento della capitale a Nord si collocano tra il X e l’XI secolo d.C., la fondazione di Hanoi sarebbe datata al 1010 d.C., la costruzione del tempio sembrerebbe coerente con queste date.
In pratica, il tempio di Bạch Mã è davvero il più antico della città e dal 18 giugno del 2022 è diventato monumento storico di importanza nazionale; la manutenzione è affidata allo Stato e al suo interno troviamo, accanto alla statua del quadrupede, un altare dedicato a Confucio, un altare dedicato ai sacrifici che si celebrano nei giorni di solstizi ed equinozi, alcune stele che riferiscono la leggenda ma anche i nomi di persone decedute durante la guerra, insomma un vero e proprio memoriale alla città e ai suoi cittadini. Non mancano altri simboli legati alle tradizioni buddiste e riferimenti ad altri animali mitici, come la gru, la tartaruga e la fenice.





Matto come un cavallo?
La tradizione cinese assegna ogni anno a un animale, seguendo una rotazione ciclica su dodici diversi segni, indicati da animali. Lo zodiaco vietnamita ha apportato alcune modifiche, utilizzando animali più comuni sul territorio nazionale: infatti, anziché la lepre in Vietnam troviamo il gatto, invece del bue c’è il bufalo d’acqua, invece della pecora la capra.
Ma il cavallo è comune alle due tradizioni e, stando a questa pagina, ha una personalità gradevole, è sicuro di sé, responsabile, ma non ama essere controllato e a volte è un po’ impaziente, in ogni caso sopporta bene lo sforzo fisico e mentale.
Festa mobile
Così vengono definite le celebrazioni che non hanno giorni fissi, per esempio nella tradizione cristiana la Pasqua è una festa mobile. Il Tết ricade sicuramente in questa categoria, ciononostante è estremamente importante e viene festeggiato per quasi una settimana, che si allarga un po’ prima e un po’ dopo la data esatta del primo giorno dell’anno.
Se volete sapere di più dei festeggiamenti tradizionali del Capodanno lunare vietnamita vi suggerisco di leggere il post di Marina Lo Blundo, che sta raccontando, anche lei in puntate diluite nel tempo, la propria esperienza vietnamita. Ecco qui il link:
Invece, per quel che riguarda questo mio post, ecco i siti che ho utilizzato, oltre all’esperienza diretta che mi ha permesso di scattare le foto in situ:
https://www.vam.ac.uk/articles/the-lunar-zodiac#slideshow=8683334511&slide=16 per le immagini dei segni zodiacali della mitologia cinese
https://grokipedia.com/page/Thn_Long per le notizie sui protagonisti della leggenda del cavallo bianco e approfondimenti sul tempio
Nota a margine: in questo post ho deciso di parlare del Tết di inizio anno, ma ce n’è un altro che determina l’inizio dell’autunno, la Festa d’Autunno, dove i bambini sono al centro delle celebrazioni. In pratica si tratta del contraltare a questo Tết di Primavera, altro nome della festa di Capodanno. Come dicevamo all’inizio, il calendario lunisolare è seguito soprattutto da chi tiene in grande considerazione i passaggi tra le varie stagioni, perché determinano l’andamento del raccolto. Ma anche di questi aspetti, parleremo in altri dispacci!
Per i Dispacci precedenti, invece, ecco i due link al primo e al secondo.




























