Femele dama muiere

“Il vino qui lo imbottigliano le donne, perché hanno più pazienza. Non è un lavoro da uomini”

Questa è forse la frase che più mi ha colpito nella visita alla splendida cantina di Cricova.

Nel viaggio in Moldova dello scorso giugno sono stati tanti i fili rossi che ho cercato di seguire, giorno dopo giorno: la figura femminile è stata decisamente una costante.

Anche quando non me lo aspettavo, spuntava fuori un personaggio storico, una figura leggendaria, una guida turistica, un’immagine sacra, una sindaca imprenditrice, una imbottigliatrice, una benefattrice… ogni giorno mi imbattevo in una donna forte e imprescindibile per capire il Paese che stavo attraversando per la prima volta.

Mi sono ripromessa di ripercorrere i filoni e approfondirli con calma, e quindi quale occasione migliore di questa: i giorni della Travel Experience 2018 a Rimini!
Nadia Pasqual e le incredibili ragazze dell’Ufficio del Turismo moldovo vi aspettano infatti allo stand del Padiglione C1 per accogliervi con le immagini, i gusti e le proposte di viaggio di questo giovane Paese europeo.

Io vorrei rendere omaggio alle sacerdotesse internazionali della terra di Moldova con un breve excursus sulle donne moldove che ho incontrato o sfiorato.

Se già la guida, Ana, mi aveva colpito per il piglio sorridente ma deciso con cui conduceva le nostre giornate, il primo momento di stupore lo ha suscitato questa foto, di una donna che guida, si presume, un trattore.
L’ho ammirata nel piccolo museo etnoantropologico allestito presso il palazzo di Manuc Bey: in mezzo ad abiti della realtà contadina, quaderni e banchi scolastici, corredi da sposa, attrezzi agricoli e immagini di un celebre bandito/partigiano, ecco spuntare lei, Olga Zahvatchina! Sorridente e felice di guidare il mezzo agricolo, ritratta nel 1941 e poi inghiottita dalla storia…a oggi, le mie ricerche non hanno portato a nulla: Olga rimane per me un’illustre sconosciuta, eppure ritenuta degna di comparire, con tanto di didascalia, in un museo che racconta le tradizione moldove.

Il secondo personaggio deve per forza essere Ekaterina Popescu: ideatrice del centro Arta Rustica, che riprende la tradizione tessile della Bessarabia e trasforma un paese funestato da una tragica frana, nel simbolo del ben noto refrain: “volano dell’economia”! Nel suo centro lavorano esclusivamente donne e tessono sia tappeti che abiti tradizionali. Le sale sono divise, come ci spiega lei stessa, in una parte di “museo attivo”, con le tessitrici all’opera, e una di “museo passivo”, con la ricostruzione di una casa tipica, anzi…della stanza più importante, la CASA MARE. Qui Ekaterina ci spiega i simboli della casa: il basilico, utilizzato per profumare l’ambiente e soggetto prediletto di ricami e canzoni, e la mela cotogna, che non può mancare sulle travi più alte. E poi, in un angolo…la “torre” della ragazza in età da marito! Il corredo nuziale, tanto più alto quanto più prestigiosa è la famiglia della ragazza: anche il pretendente più distratto poteva rendersi immediatamente conto del valore della possibile sposa, in un colpo d’occhio!

Il tema tessile mi porta inevitabilmente a cambiare stato. Sì, perché in Moldova è presente uno Stato non riconosciuto a livello internazionale, ma sufficientemente agguerrito per essere controllato dall’Onu: si tratta della Transnistria, che, come suggerisce il nome, è acquattato al di là del fiume Dnestr.
Qui, in un clima comunista benedetto dalle immagini di Lenin e da memorabilia a forma di stella, di donne importanti ne ho incontrate almeno due: la presidentessa della principale industria tessile, potente motore economico anche oggi, e la benefattrice

che ha voluto la costruzione del teatro.

In un Paese ortodosso come la Moldova, l’immagine della Madonna non dovrebbe fare scalpore. Eppure mi ha colpito l’incidenza di dediche alla Madonna Assunta che, secondo la tradizione ortodossa, è in effetti la “Madonna addormentata”. Una visione di donna finalmente a riposo, circondata da uomini che la venerano come colei che ha fisicamente sostenuto una benedizione a volte troppo ingombrante.
Chissà se, a suo modo, non fosse anche questa un’espressione di omaggio all’altra metà del cielo (!)

 

 

Tornando nella vera e propria Moldova, la capitale Chisinau è luogo di monumenti di vario tipo, statue commemorative tra le più varie, ma anche di una sorta di Marianna, che ha catturato la mia curiosità: scopro che si tratta della personificazione della madre Russia, forse, quindi, oggi molto meno popolare di un tempo…

La Moldova è un luogo “vergine” (per continuare a usare termini generalmente associati all’universo femminile), una terra di cui fa piacere frequentare il lato genuino. Ma non vi è ingenuità nel fare moldovo e forse proprio il sangue femminile che lo modella offre quel sorriso saldo e accogliente.

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