Diario da Licodia – 16 ottobre

Caro diario,

ieri sera ho finalmente potuto vedere il filmato diretto da Francesco Bocchieri che illustra l’esperienza dei camminatori dell’Antica Trasversale Sicula. Il titolo completo è “Antica Trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” e la ‘voce fuori campo’ che commenta l’impresa dei camminatori è femminile, proprio quella Dea Madre che li segue e incita e aiuta, a suo modo, sostenendo i loro passi o criticando le loro manchevolezze.

Ma io non ci credo.

Vedi, la natura del pellegrino, da tempo immemore, è quella che spinge a mettersi per strada verso una meta precisa: per noi è ormai abituale pensare che la meta sia la tomba di un famoso santo, oppure un importante santuario; ci piace ricordare le origini medievali dei percorsi più celebri, quando erano forse proprio i pericoli a rendere più eroici i pellegrinaggi (e i pellegrini), quando, arrivati a destinazione, era fondamentale ricevere un oggetto che testimoniasse il successo dell’impresa. Quando il termine “pellegrinaggio” viene usato in maniera decisamente laica ci sembra quasi ironico e chiaramente connotante.

Nelle prime tappe della Trasversale i camminatori giungono a Gibellina e percorrono i cretti di Burri.

L’Antica Trasversale Sicula è, innanzitutto, una strada, individuata da Biagio Pace e attestata negli scritti di Idrisi: si tratta di un percorso nato per collegare centri diversi e quindi legato alla necessità, solitamente di tipo economico. Non ci sono santi alle origini di questo percorso. Ma nelle parole dei partecipanti, sapientemente registrate nel filmato, emerge spesso il termine “fede”: una fiducia riposta nell’essere umano.

Ecco perché secondo me questo percorso è un pellegrinaggio diverso da tutti gli altri. La Dea Madre è la Terra: una divinità che riceve la veste soprannaturale dagli uomini e dalle donne che la abitano e la percorrono. Negli occhi dei camminatori ho ritrovato l’origine del divino, nella sua purezza e nelle loro parole la necessità atavica di riporre la propria fede in qualcosa che li comprenda e li abbracci, senza limitarli a vuoti rituali.

Il percorso dell’Antica Trasversale Sicula è, secondo me, il modo migliore per cercare di ricucire gli strappi, come Alessandra Cilio ha detto in apertura della Rassegna.

I camminatori non sono solo italiani, ma vengono da tutto il mondo e viaggiano in tenda, godendo spesso dell’ospitalità delle comunità locali.

Tornare a fidarci gli uni degli altri, rispettandoci e condividendo quello che abbiamo di più prezioso: la nostra terra.

Come tutti i filmati della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea, anche questo sulla Trasversale Sicula resterà visibile su streamcult per l’intera prossima settimana.

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