Passaggio in Sicilia – 2

Seconda puntata di un feuilleton che vede protagonisti un gruppo di ventenni del Nuovo Mondo alle prese con le tradizioni, il clima e la storia del Vecchio. Sto ancora parlando del Signature Seminar “Hands on History in Sicily”, tenutosi dal 23 agosto al 2 settembre tra Catania e Palermo per conto della Syracuse University Florence.

Gita a Tindari

Uno dei murales voluti dal sindaco per promuovere Tripi-Abakainon. L’autore è Andrea Sposari, in arte @sposart https://iltirrenico.com/il-regno-di-ade-il-nuovo-murales-di-sposart-nel-borgo-di-casale-di-tripi/

La seconda tappa del Seminario doveva essere Tripi-Abakainon, ridente paesino sui Nebrodi: me lo aveva segnalato Luigi Caliò, professore di archeologia e direttore di diverse campagne di scavo in Sicilia, Grecia e Magna Grecia. Quando Simona Todaro mi aveva suggerito di contattarlo per trovare un’attività per i miei ragazzi, Caliò mi aveva subito suggerito un survey nelle campagne di Tripi-Abakainon. Con il tempo, tuttavia, i piani sono dovuti cambiare e alla fine un survey topografico è stato trasformato in un’esperienza immersiva, in cui i ragazzi dovevano imparare a conoscere sia Abakainon che Tripi, quindi l’antico e il moderno, e al contempo avrebbero avuto l’occasione di riflettere sui tanti modi di divulgare archeologia e di promuovere la conoscenza del proprio passato tra gli abitanti di un piccolo centro di provincia.

Ma come prima cosa era necessario trovare un posto dove trascorrere la notte dei due giorni di attività e così l’ufficio Syracuse ha trovato Oliveri, appena sotto Tindari: un paesino sul mare, ma pieno di attività e di proposte!

Dove siamo?

Le notizie su Abakainon sono poche ma molto circostanziate; come spesso accade in questo angolo di Sicilia, è Diodoro Siculo che ci informa in modo chiaro del ruolo strategico di Abakainon e delle vicende che lo videro, alternativamente, alleato o “sopportato” o avversario di Siracusa e dei Cartaginesi. Forse una delle notizie più interessanti ce la dà un’iscrizione del III-II sec. a.C. attraverso la quale è possibile ricostruire l’itinerario dei theorodokoi di Delfi: si tratta di messaggeri che viaggiavano in varie città del mondo greco per annunciare l’inizio delle celebrazioni delfiche. La tappa di Abakainon significa che questo sito montano era un centro di riferimento della regione, abbastanza ben organizzato da poter accogliere con i dovuti onori i messi. Abakainon è un sito definito siculo-greco, perché di chiaro impianto siculo, ma sviluppato secondo i noti sistemi culturali greci. Abakainon batte moneta già nel VI sec. a.C. e proprio la scoperta di una moneta con legenda portò Antonio Salinas a riprendere in mano gli appunti lasciati dal Fazello (1558) e dal Bonfiglio (1604). Qui, negli anni Cinquanta e Sessanta, grazie all’interesse di Bernabò Brea, archeologi del calibro di François Villard e Madeleine Cavalier portarono alla luce tombe, strade, edifici pubblici e privati. Gli interventi continuano anche oggi e delineano la vita intensa di un luogo fondamentale per gli scambi culturali e commerciali tra le due sponde ionica e tirrenica e, naturalmente, per il controllo delle comunicazioni interne.

Intermezzo: sulla necessità dei sopralluoghi esplorativi

Se i ragazzi non avrebbero potuto partecipare a una vera e propria ricognizione archeologica, un survey era comunque d’obbligo, perché io rispetto fino in fondo la legge non scritta della guida: non portare mai nessuno, men che meno gruppi, in un luogo che tu per prima non conosci a menadito.

E così, un venerdì di fine giugno, ho reso omaggio a Trenitalia e mi sono imbarcata in un A/R estremo da Firenze a Tripi e ritorno. Ho potuto farlo grazie alla generosità e professionalità della dottoressa Elena Santagati, un vero angelo in questa mia avventura messinese!

Elena Santagati è da anni la studiosa che promuove e cura la ricerca archeologica dell’antica Abakainon, le pubblicazioni scientifiche e anche iniziative di divulgazione popolare. La sua guida è stata fondamentale, non solo per farmi un’idea più chiara della rilevanza scientifica delle scoperte archeologiche sul territorio, ma anche per entrare nei meccanismi della comunità locale e gustare (in questo momento mi sto godendo una tisana addolcita dal miele di Tripi) il territorio e i suoi abitanti.

Ho trascorso una giornata incredibile, dove l’archeologia e la ricerca del passato si sono perfettamente bilanciati con l’esperienza della città moderna.

Un sindaco per tutte le stagioni

Grazie a Elena ho potuto incontrare Michele Lemmo, che dal 2018 amministra con passione e creatività il comune di Tripi-Abakainon. A proposito, è proprio in seguito a una sua idea (e grazie alla puntuale relazione scientifica di Elena Santagati) che la cittadina siciliana ha potuto fregiarsi del doppio nome. Michele Lemmo mi accoglie sorridente e subito si lancia nel farmi vedere la app di Tripi e la pagina su youtube! Insieme parliamo anche degli splendidi murales che ha fatto dipingere nelle varie contrade in cui è divisa la cittadina.

A proposito di questi murales, consiglio la lettura dell’articolo di Marina Lo Blundo che, qualche anno fa, aveva riflettuto su come, in un piccolo centro siciliano, la storia antica parlasse al presente fin dalle pareti delle case.

Città dei morti vs città dei vivi

Non è possibile capire Abakainon senza visitare la necropoli in contrada Cardusa: 152 tombe messe in luce sulle terrazze ricavate in una collina fuori le mura della città antica. La cava di arenaria utilizzata per la costruzione delle tombe è visibile nella parte più alta della necropoli: lo scavo non è stato completato e alcune sepolture aspettano ancora di essere studiate a fondo, ma l’area è stata attrezzata per essere protetta e visitabile.

La caratteristica di questa necropoli “di provincia” sono gli epitimbia che dovevano svettare sulle sepolture, un altro dettaglio interessante è la presenza di inumazioni e cremazioni all’interno dello stesso spazio e in un arco di tempo circoscrivibile a circa un secolo tra IV e III a.C. Altri sono gli aspetti che rendono la necropoli di Abakainon un sito estremamente stimolante e infatti gli studi vanno ancora avanti, grazie all’impegno di Elena Santagati e di Luigi Caliò e dei tanti collaboratori. Una di loro, Maura Arizia, ci ha accompagnato nella nostra due giorni; insieme a lei abbiamo incontrato ragazze e ragazzi di un istituto superiore, impegnati in uno dei tanti progetti PNRR che il sindaco ha voluto varare per legare anche i più giovani al territorio. Maura Arizia è anche presidente del locale Archeoclub e questo ha permesso di aggiungere un altro tassello a questo viaggio alla scoperta del lavoro dell’archeologo.

Scavenger Hunt, anybody?

Come coinvolgere quindici ragazzi statunitensi, digiuni di storia antica, men che meno archeologia siciliana, nella visita di un piccolo museo, composto da tre sale e senza statue o vasi figurati nelle vetrine?

Ho pensato di dividere i ragazzi in tre gruppi e affidare a ognuno di loro il compito di ricostruire i corredi di tre tombe della necropoli. Grazie ai pannelli touch screen presenti nelle sale, in quattro lingue, e nonostante qualche piccolo problema di identificazione, i gruppi sono riusciti a rispondere a molte delle domande proposte e si sono esercitati nel porsi quesiti e far deduzioni.

E fu sera e fu mattina, secondo giorno

La nostra seconda visita a Tripi-Abakainon era una scommessa, che spero di aver vinto! Vedete, non potevo rinunciare al survey e d’altronde sapevo di avere con me dei ragazzi non abituati a guardare alle città (antiche o moderne) da un punto di vista topografico.

Allora ho provato a “sparigliare le carte” e ho organizzato una visita alla ricerca dei luoghi della comunità cittadina. Avevo tra l’altro un’altra difficoltà da considerare: Tripi è articolata in tre contrade che si svolgono come un nastro attorno al monte, in cima al quale si trova il castello del XII secolo (dove soggiornò una vecchia conoscenza di questo blog…). Quindi i nostri spostamenti dovevano necessariamente utilizzare il pulmino privato affittato per il Seminario.

Mille e un modo di essere agorà

Innanzitutto ho portato i ragazzi davanti alla chiesetta in contrada Campogrande, perché Elena mi aveva detto che quello spiazzo, con un piccolo angolo di giochi per bambini, era stato oggetto di riqualificazione da parte del sindaco. In effetti uno dei primi murales è dipinto sul muro che sostiene la piazzetta. Così riuniti, i miei studenti hanno fatto una riflessione sulle piazze delle loro città, spesso inesistenti. Abbiamo parlato dei luoghi di aggregazione e sono venuti fuori diversi spunti interessanti.

Dopo la città moderna era il momento di ritornare in una delle aree di scavo aperte, quella in contrada Piano e provvisoriamente denominata agorà. L’edificio porticato e la strada provvista di sistema per lo smaltimento delle acque piovane, hanno suggerito ad alcuni di poter identificare qui il centro politico di Abakainon. Ma c’è chi preferisce essere cauto e completare lo scavo della stoà, sperando di potersi allargare per poter meglio valutare la situazione.

Nel frattempo, qui il comune organizza spettacoli teatrali durante l’estate e piccoli concerti: ogni spazio è utile per essere vissuto dalla comunità.

I nostri ragazzi hanno fatto un’esperienza curiosa e divertente: sempre grazie allo spirito di iniziativa dell’amministrazione, infatti, Tripi-Abakainon è dotato di un oculus che permette di viaggiare dalla necropoli all’agorà, esplorandone tutti gli angoli. Le reazioni dei ragazzi sono state impagabili!

The writing on the wall

L’incontro con i murales è stato d’effetto come immaginavamo: nei diari dei ragazzi – altro impegno didattico del Seminario – questi ritratti colorati ed esagerati della città antica hanno lasciato il segno. Jade mi ha chiesto, una delle tante domande di questa avventura che mi ha colpito per originalità e profondità, se, in un paesino così piccolo, dove la figura del prete fa parte della struttura sociale della comunità, avesse lasciato interdetti la comparsa di Ade, Efesto e il toro antropocefalo personificazione dei fiumi (direttamente tratto dagli emblemata delle monete antiche) sulle pareti della sonnacchiosa cittadina. Se Harry Potter è stregoneria, come reagire di fronte a Ade e Cerbero che ti guardano mentre vai a messa?!?

In realtà abbiamo scoperto che la piazzetta dei murales era stata protagonista di un altro intervento di riqualificazione e che quindi gli anziani del borgo avevano più che altro dovuto adattarsi al cambiamento della… pavimentazione!

Per devozione

La ricognizione non poteva non concludersi presso la chiesa matrice del borgo: la Chiesa Madre di San Vincenzo martire di Spagna. Un edificio del 1791, costruito su uno sperone che si affaccia su due valli e che ricorda l’importanza strategica del borgo.

Non lo avevo inserito nel giro, perché non avevo idea del tipo di energia che il gruppo mi avrebbe trasmesso, ma durante la pausa pranzo, nell’ora di maggior caldo, alcuni intrepidi hanno deciso di raggiungere il Castello. Esploratori curiosi, hanno colto al volo quel guizzo di avventura e completato la conoscenza di Tripi.

La due giorni a Tripi è stata una esperienza bellissima, che mi ha messo alla prova, ma che mi ha anche permesso di conoscere persone eccezionali. Mi sento estremamente grata, in primis a Elena Santagati e quindi anche a Luigi Caliò, perché sono riuscita a ritrovare l’emozione della scoperta e a comunicarla ai miei studenti.

TO BE CONTINUED

Hotel: Riviera Azzurra, Oliveri

I pranzi ce li ha forniti l’hotel al sacco, le cene erano in hotel. Ma se andate a Tripi-Abakainon non potete mancare di assaggiare gli speciali biscotti locali presso l’Archeobar, accanto al museo, oppure l’ottimo caffè in contrada Campogrande presso il bar Cautela.

Grazie a Elena Santagati ho potuto gustare un pranzo ottimo presso Villa Bacco, vi assicuro che è un’esperienza che vale la pena provare.

Per i murales, come scrivo nella didascalia del primo l’autore è Andrea Sposari, conosciuto come @sposart su Instagram.

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