Non poteva essere un “Hands on History in Sicily” se non avessi inserito la tappa al Parco Archeologico della Valle dei Templi.
Questa quarta puntata, quindi, illustrerà le vicende di 48 ore magnifiche, trascorse tra i templi della Valle e nelle sale del museo Pietro Griffo, sempre con il supporto tecnico di Syracuse Florence e l’aiuto pratico di Giulia Pettena.
Sulle spalle dei giganti

Il principale motivo che mi ha spinto ad aggiungere la tappa di Agrigento ha un nome e un cognome: Laura Danile è infatti un’amica dei tempi ateniesi e una professionista che ha saputo costruire un vero e proprio brand nella sua attività di guida turistica specializzata in tour con famiglie.
Ha messo la propria esperienza al servizio, letteralmente, dei visitatori più complessi, vale a dire le famiglie in cui sia genitori che figli devono trovare una propria cifra e un taglio adatto a loro per poter fruire al meglio di tutta la ricchezza della Valle dei Templi.
Così mi sono affidata a lei e insieme abbiamo ideato un progetto che avrebbe potuto incuriosire i ragazzi e, allo stesso tempo, metterli alla prova: li abbiamo divisi in tre gruppi e abbiamo assegnato a ciascuno l’ideazione di un percorso di visita “dedicato”. Un gruppo doveva occuparsi di visitatori non italiani ma anglofoni, un secondo di visitatori con difficoltà motorie e un terzo di famiglie.
Con Laura abbiamo visitato sabato il parco archeologico e domenica il museo, compresa una splendida piccola mostra con vasi dalle immagini mozzafiato in prestito da Monaco di Baviera. In entrambe le giornate, il pomeriggio era dedicato alla elaborazione dei percorsi, che sarebbero stati presentati il lunedì. Inutile dire che Laura ha subito catturato l’attenzione dei ragazzi, i quali hanno fatto molte domande per cercare di avere un’idea chiara e completa del contesto. Ma devo ammettere che ad Agrigento ho…tirato un po’ la corda! E così i miei splendidi ventenni statunitensi sono stati travolti da una certa quantità di stimoli!



Per esempio, lungo il percorso della via sacra, è possibile sostare e dedicare un pensiero ai “Giusti di tutto il mondo” che hanno sacrificato la vita per il bene comune. Ci sono giudici antimafia, c’è Khaled al Assad, l’archeologo ucciso dai militanti dell’ISIS, c’è anche Armin Wegner, il soldato tedesco che denunciò le operazioni turche contro gli Armeni, un genocidio di cui ancora è impossibile parlare in Turchia.
Pic Nic a Temple Rock
Perdonatemi il gioco di parole, ma non credo ci sia modo migliore di introdurre i due pranzi che ho organizzato con l’aiuto di Laura.
Il primo è stato allestito sui tavoli in legno della Kolymbetra, un angolo di verde e fresco gestito dal FAI, ma storicamente parte integrante dell’antica Akragas. Si tratta di un’antica cisterna, che con il tempo è stata trasformata in un’oasi di agrumi e ortaggi. Grazie all’Antico Forno di Raffadali abbiamo potuto assaggiare alcune delle prelibatezze della zona, godendoci un poco di frescura e una sosta meritata.
Mentre eravamo in Kolymbetra, abbiamo avuto la ventura di conoscere Giuseppe Lo Pilato, l’agronomo che per primo ha fatto partire il progetto dell’agrumeto! Un momento serendipico davvero divertente, conclusosi con una bella chiacchierata su progetti vecchi e nuovi.
La domenica, invece, è stato il momento di Casa Diodoros: una terrazza battuta dal vento e affacciata sulla piana alle pendici della collina dei templi. Qui, ci ha spiegato Fabio Gulotta , responsabile dell’azienda, venti anni fa l’amministrazione del Parco e il comune di Agrigento hanno firmato un’intesa preziosa e hanno affidato a 12 aziende e cooperative la cura delle coltivazioni e degli allevamenti della zona. Un progetto all’insegna della biodiversità, nell’ambito del quale oggi sono ben 250 i cultivar di mandorlo, che coesistono accanto a ulivi e viti; circa 200 le capre girgentane che oggi brucano l’erba tranquille, salvate da estinzione; non saprei contarle ma comunque tante sono le api nere, recuperate da Lipari, che producono un ottimo miele.
Casa Diodoros ospita sia in terrazza che nelle due case coloniche pranzi, cene e anche colazioni molto “preste”, organizzate in occasioni di eventi musicali che a volte animano i templi all’alba. I ragazzi hanno fatto diverse domande, soprattutto su come il progetto è partito, e poi hanno ricevuto una interessante lezione sulle differenze tra la mandorla siciliana e quella californiana! (per me, sempre un brivido cercare di “salvare” il ragazzo allergico a noci e mandorle… !!!)
Fuori programma!
Grazie a Laura, abbiamo anche potuto “intervistare” Dario Giuliano, ricercatore con l’università di Bordeaux e impegnato nella catalogazione di alcune ceramiche e tegole. Un bel modo per far vedere ai ragazzi che le collaborazioni internazionali sono all’ordine del giorno, anche in siti che sembrano aver già dato tutto quello che potevano. Inoltre, con Dario, hanno potuto conoscere un ulteriore figura di archeologo, diverso da me, Laura, Giulia, Simona e il gruppo di Tripi!

Grande la mia emozione nel visitare la piccola mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco a Girgenti”, sui vasi della collezione Panitteri! Alcuni pezzi da novanta, per così dire, che per qualche mese sono… tornati dove erano stati trovati! In effetti questa mostra ci ha permesso di concludere un discorso cominciato ad Aidone: il commercio o spostamento di opere d’arte e la secolare questione delle restituzioni. In questo caso si trattava di una collezione privata che, in occasione di Agrigento capitale della cultura, è stata fatta tornare, ma temporaneamente, nei luoghi da cui era partita, accompagnata da una pannellistica ricca (e lunga…) di informazioni che ricostruivano il contesto e le circostanze dell’emigrazione.
Che fai tu luna in ciel?
Laura ci ha anche consigliato una visita davvero originale: tornare al Parco verso il tramonto e godere del cambio di luce e della visione dei templi illuminati. A detta di molti ragazzi e ragazze si è rivelata essere uno dei momenti più belli dell’intero seminario e io concordo…



I ragazzi e le ragazze, liberi da orari e spiegazioni, liberi dal caldo per loro soffocante, si sono lasciati commuovere dalle luci morbide di un tramonto estivo. I volti aperti in sorrisi benevoli verso questi antichi templi che ancora, dopo millenni, sanno offrire un po’ di magia…
TO BE CONTINUED
Hotel: Hotel della Valle





